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Avrete forse già sentito questa illustrazione.. quando “spariamo” agli altri puntando l’indice verso di loro, abbiamo ben tre dita puntate verso noi stessi.

In altre parole, quando critichiamo una persona, ci esponiamo noi stessi alle critiche e rischiamo di essere giudicati ancora più pesantemente di quanto noi abbiamo fatto con gli altri. Gesù stesso insegnò a fare attenzione a togliere la pagliuzza nell’occhio di un altro, perchè potrebbe esserci una trave nel nostro occhio (Mt 7:3)

Ora, con questo non voglio dire certamente dire che non dobbiamo mai fare osservazioni negative ad altri. L’apostolo Paolo incoraggia a “esortare,  ammonire, confortare” (1Te 5:14) , cosa che implica evidentemente il giudizio di un comportamento negativo.

Quello, però, su cui vorrei portare a riflettere in questo articolo sono gli effetti che una valutazione negativa sul comportamento di altri può avere e soprattutto gli effetti dannosi che può portare il farlo in modo non corretto. In particolare vorrei considerare quando questo viene fatto dal pulpito, durante la predicazione.

Prima di fare una osservazione specifica su un comportamento di altri (anche se in modo “anonimo”, senza un riferimento diretto ad una persona), ti incoraggio a porti alcune domande su quanto vorresti dire:

  1. E’ veramente utile alle persone che mi ascoltano?Aiuta a comprendere meglio l’insegnamento biblico oggetto del mio messaggio oppure, al contrario, li distrae?
  2. Nasce in modo chiaro ed evidente dal testo che sto spiegando e dal suo contesto oppure sto piuttosto usando il testo come “trampolino di lancio” per parlare di qualcosa che non è attinente?
  3. Ci sono altri passi che dovrebbero essere presi in considerazione per fornire una applicazione più equilibrata? Ho il tempo necessario per considerarli?
  4. La mia osservazione potrebbe essere fraintesa da qualcuno? Ho il tempo di spiegare quello che voglio dire perché non crei incomprensioni?
  5. La mia osservazione potrebbe offendere qualcuno, che invece dovrebbe piuttosto essere corretto e ammonito in privato?

Una osservazione negativa durante una predicazione fatta in modo non opportuno potrebbe essere l’unica cosa che di quella predicazione verrà ricordata nel tempo, perché va a toccare in modo negativo le emozioni delle persone. In questo modo il contenuto buono e biblico del messaggio potrebbe essere vanificato anche solo da una piccola “osservazione”, magari messa in forma di “battuta”.

A motivo di tutto questo, facciamo molta attenzione agli esempi e ai riferimenti specifici che facciamo nella nostra predicazione, perché aiutino, anziché ostacolino la comprensione e l’applicazione della Parola di Dio.

Photo: http://www.flickr.com/photos/teddylambec/

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La terza e ultima caratteristica di una efficace introduzione è: introdurre al corpo del messaggio.

Il corpo del messaggio è l’idea del messaggio sviluppata nei suoi vari punti e l’introduzione al messaggio ha lo scopo di orientare l’ascoltatore verso questa idea.

Pertanto, nell’introduzione è bene prima di tutto chiarire, in modo più o meno esplicito, quale sarà l’argomento della predicazione.

Se il nostro messaggio sarà poi di tipo induttivo (dove l’idea viene completamente espressa solo alla fine), allora ci limiteremo ad introdurre il primo punto. Se, invece, abbiamo scelto un approccio deduttivo, l’idea stessa verrà espressa nella  introduzione. In questo secondo caso, spiegheremo anche che cosa faremo di questa idea nel corso del nostro messaggio: la spiegheremo, ne daremo dimostrazione o la applicheremo (puoi ricordare a questo riguardo quanto scritto sulla strategia del messaggio).

Soprattutto nel caso di un messaggio deduttivo, è importante che l’introduzione lasci interrogativi e domande in sospeso. Come in una bella storia o un bel film, una tensione non risolta è quello che porta ad un ascolto più attento e concentrato.

L’introduzione è un momento cruciale nel messaggio. Curane la preparazione secondo le linee guida che abbiamo visto e aiuterai i tuoi ascoltatori a ricevere il messaggio della Parola di Dio.

Photo: http://www.flickr.com/photos/waltstoneburner/

Nel precedente articolo ho illustrato la prima delle caratteristiche di una efficace introduzione: suscitare attenzione.

La seconda è: mettere in luce i bisogni.

Diversi studiosi della comunicazione hanno osservato che quando una persona riceve delle informazioni che incontrano i propri bisogni apprende più facilmente ed è più propenso a cambiare la propria opinione.

Se il nostro uditore capisce fin dall’inizio che quello che ascolterà dalla Parola di Dio può veramente essere utile e rilevante per i problemi, le necessità e le tensioni della sua vita di ogni giorno, sarà molto più motivato ed attento. Noi sappiamo che la Bibbia è attuale e può soddisfare i bisogni più profondi dell’uomo ed è molto utile mostrare questo fin dall’inizio del nostro messaggio.

Una domanda, una storia, una esperienza personale o una osservazione su un fatto accaduto sono alcuni dei modi attraverso i quali si può mettere alla luce nell’introduzione uno dei bisogni dell’essere umano che il testo biblico andrò poi a soddisfare.  Ad esempio, io ho recentemente usato nei miei messaggi queste frasi:

  • a volte vorremmo avere un’ora in più al giorno” (per introdurre un testo in cui avremmo visto cosa è prioritario nell’uso del nostro tempo)
  • forse ci sono nostri amici o famigliari che hanno ascoltato tante volte la Parola di Dio ma ancora non credono” (per introdurre un testo in cui avremmo visto che cosa determina un ascolto della Parola di Dio che porta frutto)
  • a volte mi trovo così sopraffatto e preoccupato per le situazioni e le circostanze in cui sto vivendo da non riuscire a pensare ad altro” (per introdurre un testo in cui avremmo visto cosa può dare certezza e speranza alla nostra vita)
  • chi non vorrebbe vedere il Signore compiere grandi cose nella nostra vita e nella nostra chiesa?” (per introdurre un testo in cui avremmo visto cosa può impedire al Signore di operare nella nostra vita).

Nel pensare all’introduzione del tuo prossimo messaggio, ti consiglio quindi di pensare a quale bisogno della nostra vita viene incontro il testo biblico oggetto della predicazione e di mettere in luce questo bisogno fin dall’introduzione.

Non lasciare l’applicazione solo alla fine del messaggio, ma inizia ad individuare l’ambito in cui applicherai il testo fin dall’inizio. Questo aiuterà molto i tuoi ascoltatori e li preparerà meglio a ricevere l’insegnamento biblico.

Nella foto è raffigurata la “piramide di Maslow”, che rappresenta i bisogni dell’uomo. Puoi leggere di più su Wikipedia

Partire bene è molto importante. Ci sono gare sportive come la Formula 1 o la corsa di velocità dove anche solo un piccolo errore può compromettere il risultato finale.

Anche nella comunicazione e, in particolare, nella predicazione, l’inizio è molto importante. Un buon uso dei primi minuti del messaggio può favorire e aiutare l’ascolto attento dell’intero messaggio.

Nel suo libro “Biblical Preaching” (la Predicazione Biblica) Haddon Robinson spiega che una introduzione al messaggio efficace dovrebbe avere 3 caratteristiche:

  1. suscitare attenzione
  2. mettere in luce i bisogni
  3. introdurre al corpo del messaggio

Mi soffermo ora sulla prima, lasciando le altre per un prossimo articolo.

Suscitare attenzione

Non possiamo assumere che i nostri ascoltatori siano sempre motivati ad ascoltare. Dobbiamo essere onesti nel dire che spesso ci sono distrazioni o preoccupazioni nella mente di chi si siede davanti al pulpito. A volte, anche solo la stanchezza rende difficile la concentrazione. Per questo è importante risvegliare l’attenzione fin dai primi minuti, perchè più andiamo avanti, più è difficile farlo.

I modi per suscitare interesse possono essere diversi. Robinson cita ad esempio:

  • un paradosso
  • una domanda retorica
  • un fatto sorprendente
  • una statistica
  • una battuta
  • una storia
  • un commento provocatorio e cuorioso sul testo (se è già stato letto)

Ricordi una introduzione che hai fatto o che hai ascoltato che è stata particolarmente efficace nel risvegliare l’attenzione? Condividila nei commenti!

Con questo articolo, concludo la panoramica della preparazione di un messaggio.

Abbiamo trovato l’idea del messaggio, abbiamo elaborato uno schema e individuato gli elementi che andranno a riempire lo schema. Una predicazione, però, non è solo un insieme di punti e sotto-punti, ma un discorso organico che i nostri ascoltatori possano seguire e comprendere.

Come preparare, quindi, il nostro messaggio ed essere pronti per predicare?

Quello che scriverò ora è la descrizione di quello che io normalmente faccio prima di predicare un messaggio, sulla base dei suggerimenti che ho ricevuto da altri predicatori e della mia personale esperienza. Cercherò anche di spiegare i benefici che ho visto in questo metodo e spero di potere poi raccogliere nei commenti le vostre esperienze.

1. Prima di tutto, scrivo il testo completo del messaggio, parola per parola. Cerco di farlo pensando che non sarà un testo letto, ma ascoltato e quindi, come si dice, scrivo per l’orecchio. Questo richiede parecchio tempo (scrivere velocemente al computer mi aiuta molto) ma mi permette di essere preciso in quello che dirò, di verificare che ogni punto del messaggio sia chiaro e completo e mi facilita anche quando ho la possibilità di predicare lo stesso testo in un’altra chiesa, avendo già un buon punto di partenza su cui lavorare.

2. Quando ho scritto il testo, lo leggo ad alta voce due o tre volte, per verificarne la scorrevolezza e fissarlo nella mia mente. L’ultima volta in cui lo faccio è solitamente appena prima della predicazione.

3. Dopo avere fatto tutto questo, vado al pulpito e predico senza appunti. Ho provato a farlo (con non poco timore..) su suggerimento di un amico ed ho visto subito molti benefici: contatto visivo, maggiore naturalezza e spontaneità, stimolo ad esprimere concetti semplici, chiari e basati sul testo oggetto della predicazione.

Ognuno di questi aspetti può essere sicuramente approfondito, io stesso a volte utilizzo alcune “varianti”, ma per ora mi fermo qui e vi chiedo: come ti prepari per predicare? Cosa hai visto essere utile o meno per te?

 

Photo: http://www.flickr.com/photos/praise711/

Nella loro definizione di predicazione, Vines e Shaddix parlano della comunicazione di una verità biblica ad uno “specifico uditorio“.

La comprensione del significato di un testo biblico è indipendente da chi saranno le persone che ci ascoltano. Nel nostro studio della Bibbia, non dobbiamo lasciare che tradizioni, preconcetti o le opinioni di “potenziali” uditori ci impediscano di cogliere la verità biblica.

Nella nostra spiegazione del significato di un testo biblico, però, dobbiamo invece riflettere attentamente su chi sono le persone a cui stiamo parlando. Il nostro obiettivo è presentare la verità biblica in modo chiaro e utile per la vita di chi ci ascolta e questo ci porta a modificare o, meglio, “tarare” la nostra esposizione a seconda dello “specifico uditorio” che ci è davanti. Anche se il testo potrà essere lo stesso, non sarebbe appropriato predicare lo stesso identico messaggio, ad esempio, a un gruppo di adolescenti o agli ospiti di una casa di riposo!

Elenco ora alcuni elementi della predicazione che devono essere opportunamente considerati alla luce delle persone a cui parleremo:

  • il linguaggio (non solo la lingua, naturalmente, ma la complessità e la specificità dei termini)
  • la velocità e la durata dell’ esposizione (un gruppo di studenti universitari, ad esempio, è abituato a recepire più concetti e per una maggiore durata di tempo)
  • le illustrazioni (che saranno tanto più comprensibili, quanto più vicini alle esperienze di chi ci ascolta)
  • le applicazioni (anche in questo caso, più efficaci se inerenti ai problemi e i bisogni concreti del nostro uditorio)
  • la necessità di spiegare o meno concetti (legata alla maggiore o minore conoscenza che le persone hanno di quello di cui stiamo parlando)
  • la necessità di difendere o meno una verità (qualora sappiamo che nel nostro uditorio vi sono persone che hanno un pensiero diverso)

Nella tua preparazione, dopo che hai studiato il testo biblico e inizi a pensare a quello che potrai dire nel tuo messaggio, non dimenticare a chi stai parlando!

Ci sono altri elementi che dobbiamo tenere in considerazione nella nostra esposizione? Hai una esperienza utile a riguardo? Scrivilo nei commenti.


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